Parabolé 12: Memoria

La memoria è un giogo certe volte.
Pretende di rendere presenti cose che avrebbe senso dimenticare, superare.
Non credo lo faccia apposta, penso sia più l’oscillazione naturale del nostro io in quello che chiamiamo tempo, storia. Ricordare il passo precedente per poter allungare il successivo; trattenere per poi protendersi.
Ma è quando rigurgita eventi lontani che fa un’azione apparentemente inutile, deleteria addirittura.
Per l’empirismo classico la memoria tiene compatto l’io che altrimenti non starebbe assieme, ma sappiamo che così non è anche dalle storie di coloro che per effetto di traumi hanno buchi temporali anche grandi. Queste persone ancora si intendono compatti, singolari, storicizzati, anche se con voragini mnemoniche importanti.
No, la memoria non ci tiene insieme;
a volta ci frantuma persino;
di sicuro ci tiene in scacco.
Caro Friedrich, come posso obliare la (mia) storia per poter contemplare solo il futuro, il possibile, l’occasione? Tu mi irretisci, ma anche raggiri.
E d’altra parte ho scelto di essere un uomo, per niente Super…

condividi "Parabolé 12: Memoria" su:

Lascia un commento

è online

Rizoma

n.5 - 17 febbraio 2025

la newsletter