L’idea di individuo come unità autonoma e autosufficiente ha radici profonde nella modernità occidentale. Sin dall’Illuminismo si è consolidato il concetto di un soggetto razionale, capace di governare la propria vita secondo criteri di autonomia e libertà, e questa concezione ha permeato il pensiero filosofico, scientifico e sociale, modellando l’identità personale e collettiva per secoli. Tuttavia, oggi questa visione appare sempre più inadeguata a spiegare la complessità dell’essere umano, soprattutto alla luce delle recenti scoperte biologiche e delle trasformazioni sociali e tecnologiche che stanno ridefinendo il rapporto tra sé e collettività.
Questo saggi esplora la dimensione dell’individuo nel rapporto col sistema evidenziandone il paradosso di esserne parte ma anche limen, capace quindi di contemplarlo. Di conseguenza responsabile in termini di impatti e di “abitazione” complessiva.
Il concetto di inter-in-dipendenza porta alla dimensione che la cittadinanza di oggi dovrebbe incarnare per essere manifestazione di questo con-dividuo, sia fuori che dentro le organizzazioni.